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guardodentro
1 giugno 2008
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6 febbraio 2008
Alleanza per la Locride


nella Locride per RESISTERE VINCERE in Calabria!

un'ALLEANZA contro la 'ndrangheta e le massonerie deviate, per la democrazia e il bene comune!

Il percorso fatto insieme a mons. Bregantini ha risvegliato in noi la forza di sognare, ci ha restituito la certezza di poter cambiare la nostra terra. Da questo percorso sono nati tanti fatti, realtà tangibili di cambiamento, tra cui:

  • il Consorzio Sociale GOEL (www.consorziosociale.coop), consorzio di imprese sociali della Locride;

  • Calabria Welfare, consorzio regionale della cooperazione sociale, la più grande impresa sociale in Calabria, circa un migliaio di occupati, un sistema che realizza servizi, prodotti, inserimento lavorativo di persone svantaggiate, sviluppo di comunità locali;

  • Comunità Libere (www.comunitalibere.org), una rete nonviolenta di cittadini, famiglie, imprese, organizzazioni sociali, a difesa di chi viene attaccato dai poteri anti-democratici e/o violenti.

La partenza di mons. Bregantini ci impegna a realizzare questo sogno e questo progetto. Non vogliamo fermarci. Dobbiamo continuare! Lo dobbiamo alla nostra gente: che troppe volte ha assaporato l'amarezza della disillusione, cadendo vittima di quella mentalità del "destino" che tanto abbiamo combattuto in questi anni. Lo dobbiamo all'Italia intera, che è ormai contagiata - da nord a sud - dall'espansione strisciante delle mafie e dei poteri occulti, veri e propri tumori della democrazia e del bene comune: assumono decisioni pubbliche in luoghi privati, trasformano la politica in "Borsa" degli interessi individuali, ledono la concorrenza e il libero accesso ai mercati, si impadroniscono dei "beni pubblici" sottraendoli alla collettività, emarginano chi non conta nulla e non ha potere da scambiare...

Il nostro impegno per il cambiamento ci ha procurato attacchi, attentati, intimidazioni, campagne diffamatorie, tentativi più o meno velati di delegittimazione. La partenza di mons. Bregantini ci esporrà ancora di più a questi rischi. Siamo convinti che la 'ndrangheta, le massonerie deviate, la politica e le istituzioni corrotte e corruttibili, a qualsiasi livello e in qualsiasi ambito, tenteranno di farci a pezzi! Non temiamo solo attentati o intimidazioni. Prefiguriamo diffamazioni, delegittimazioni, scandali, inquisizioni punitive, difficoltà burocratico-legali; e laddove non si riuscità a trovare qualche appiglio, verrà creato ad arte.

Tutto ciò non ci spaventa. Abbiamo già detto che non arretreremo di un solo millimetro!

Anzi abbiamo intenzione di vincerla questa battaglia. Non possiamo però farcela da soli. Abbiamo bisogno che il vuoto lasciato da mons. Bregantini sia colmato da una grande "alleanza" di soggetti che hanno a cuore i nostri obiettivi. Non per spirito di solidarietà, ma perchè riconoscono che è una battaglia che riguarda tutti: se perderemo noi perderà tutto il paese. Se invece vinceremo in Calabria, allora vorrà dire che è possibile un'Italia più giusta e "normale".

Facciamo pertanto appello alla Società Civile, alla Chiesa Italiana, a tutte le Chiese, all'intero Movimento Cooperativo, ai Sindacati, ai Movimenti, alle Associazioni, al Volontariato, alle Fondazioni, alle Famiglie e alle Persone di buona volontà, alle Istituzioni, alle Imprese sane e libere. Chiediamo a tutti di sottoscrivere questo appello impegnandosi pubblicamente, ognuno per le proprie possibilità, a:

  • non consentire la devastazione del nostro percorso di cambiamento, delle attività, delle persone e delle realtà che ne fanno parte;

  • aiutarci a sviluppare forme di mutualismo economico per dare risposte concrete e democratiche ai bisogni della nostra gente;

  • difendere, insieme a noi, le vittime della 'ndrangheta e delle massonerie deviate;

  • scovare la presenza e impedire l'azione delle mafie e dei poteri occulti in tutte le regioni d'Italia.

A tutti coloro che risponderanno a questo appello diamo appuntamento nella Locride, il prossimo 1 marzo: per festeggiare questa grande alleanza, per rilanciare tutto il percorso compiuto sino ad oggi, per ridare speranza e coraggio alla nostra gente...... Grazie.

MAIL ufficio.stampa@consorziosociale.coop FAX 0964.419191 TEL 340.0920981

VOGLIO SOTTOSCRIVERE QUESTA ALLEANZA

 

Come:

PRIVATO

ASSOCIAZIONI, ENTE O IMPRESA



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permalink | inviato da guardodentro il 6/2/2008 alle 14:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
6 febbraio 2008
lavori in corso
A causa di inadeguatezza della piattaforma de "il cannocchiale" sto lavorando per un trasloco...

Tornerò più bello ed efficiente che mai!

Andrea



permalink | inviato da guardodentro il 6/2/2008 alle 14:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
12 gennaio 2008
dal basso
Sono incazzato nero.
Comunque vada sempre il popolo ha la peggio, sempre la gente semplice.

E' chiaro che poi la gente che ne ha fin sui capelli bruci interi cumuli di rifiuti, incendi autobus, pieghi lampioni della luce per sbarrare strade... la rivolta violenta è quel fondo che se si gratta troppo finirà per annientare tutto ad iniziare dal contenuto, il popolo.
Siamo sull'orlo di una guerra civile perché lo Stato non controlla e noi cittadini ci facciamo mettere una pietra sopra dai nostri governanti.

Perché fare un'azienda pubblica che dia da lavorare a tanti giovani disoccupati con la raccolta differenziata che costa sicuramente meno di questa eterna emergenza fa guadagnare meno (potere) chi è responsabile di questa situazione.
A che serve che io dica tecnicamente che c'è una soluzione a tutto ciò?
A che vale lo studio di migliaia di giovani, promessa di progresso, se con queste premesse stiamo già prenotando il loro biglietto verso una terra più accogliente al progresso?
A che serve l'università se la corruzione è ovunque?

Non siamo un popolo di eroi.

Eppure l'unica soluzione che c'è rimasta è quella di inventarci qualcosa di nuovo. Provare a prendere esempio da quanto succede nella locride da 13 anni (cioè da quando padre Giancarlo Bregantini è arrivato), giovani che fanno diventare le loro idee voglia di reagire, di r-esistere, di starci, di sostituirsi alla carenza di politiche (di sviluppo).
E' da quando sono bambino che vedo e sento sempre le solite bocche dire che bisogna lavorare per i giovani, fargli spazio, ma loro pur di schiattare sulle loro poltrone non se ne vanno!

La speranza dunque è dal basso, da una delle ultime ruote del carro Italia: i giovani!

Forza! Coraaaagggiooooooooo!

Caro giovane, buon lavoro!
23 dicembre 2007
l'isola più famosa

L’isola più famosa

Il nuovo reality show
Vince chi riesce ad essere più buono.

I personaggi del reality

Il pescatore: nonostante non può più pescare nelle acque dove è cresciuto porta un omaggio preziosissimo al bimbo… un po’ di pesce, ricco di fosforo, perché in futuro l’umanità si ricordi di queste strane ingiustizie.
Il pastore: lui ha tanti problemi: in Calabria è il più comune illegale perché fa pascolare i suoi animali per le montagne, non può produrre troppo latte altrimenti subisce una multa, ma continua a condurre il suo gregge sicuro solitario e romantico nonostante questi e altri problemi. Il suo dono è un po’ di lana che di solito vende sottopagata alle multinazionali degli abiti come Nike, Reebok, Levis, CK, Versace, D&G, insomma tutte!
Il calzolaio: un altro poveraccio… le scarpe che cuce secondo lui non sono stupende, anzi! Deve attenersi a fare quello che gli viene detto dal capo; è un bambino, piccolo, con le mani piiiiccole piccole e per questo viene scelto per cucire il cuoio. Non c’è marca che si salva… tutti cattivi sono! Il suo dono è un paio di scarpette fatte sacrificando per qualche giorno le 4 ore di sonno che gli sono permesse, ma soprattutto sono una sua idea!
La mugnaia: suo marito ha ricevuto pressioni e minacce affinché comprasse il concime prodotto da un’azienda d’oltreoceano, si è opposto ed ora per sfamare la famiglia la donna deve fare il lavoro che prima si faceva in due. Porta un sacco di farina frutto del suo lavoro e della sua resistenza alla “tirannia”.
Il pifferaio: è un sognatore, un irriducibile. Pensa che la musica cambierà i cuori di tutti gli abitanti del mondo. Cosa può portare se non l’arte del suono?
L’ortolano: sopravvive felice. Il suo orto riesce a nutrire la sua famiglia e quel che gli avanza lo vende al mercato cittadino… ma se dovesse arrivare un periodo di carestia. Le sue verdure sono le più buone e lui ne dona un cesto pieno!
Il fannullone: è il criminale più pericoloso perché è un ramo morto della società. Porta la sua spensieratezza, la sua lentezza, la sua simpatica antipatia e l’ombra di un sicomoro.
L’elemosiniere: porta un cappello da usare come cestino per raccogliere qualcosa, non ha niente se non la dignità che vende in cambio di qualche grammo di metallo. Ma porta anche la condanna di qualche comune del nord dove è stato trovato a lavare vetri al semaforo!
Maria: donna di 16 anni già sposata e con un bambino. Timida, ma decisa. Offre il suo corpo.
Giuseppe: un lavoratore che s’è fatto fregare da un ignoto e poi per salvare il “suo” figlio gira mezzo mondo… un fesso perché offre tutta la sua vita!
Il Bimbo: un bimbo che nasce così non può che avere un futuro difficile… un bimbo che nasce così chissà come muore… chissà se muore…

 

L’isola e il mattone – il vero reality (http://lisolaeilmattone.blogspot.com)

La nostra voglia di spettacolo e di pettegolezzo forse non è così giusta… e non c’è nessuna filosofia o opinione di mezzo.

Comunicato stampa
Milano, 3 settembre 2007

Isola dei famosi e l’isola del mattone
I villaggi vacanze dopo il reality

Dietro il reality show di Rai2, in programma da metà settembre, c’è un megaprogetto turistico per un resort di lusso sulla costa caraibica dell'Honduras. Il 17 agosto è stata posata la prima pietra. A incaricarsi dei lavori è l'italiana Astaldi. La popolazione locale, i garifuna, protesta e denuncia: “Il progetto minaccia la nostra sopravvivenza”.

L’isola dei famosi cancella gli indigeni
Carta Quotidiano 4 ottobre 2007 ore 18.00
Enzo Mangini

Dietro le avventure dei naufraghi finti, il reality show nasconde la realtà: a pochi chilometri da Cayo Cochino, dove sono esiliati i «famosi» dello show di Magnolia-RaiDue, vive la maggior parte del popolo indigeno garifuna. Trecentocinquantamila persone, in 46 comunità sparse lungo la costa atlantica dell’Honduras.
«Non sono più 46 ma 45 – dice Alfredo Lopez, un rappresentante dell’Organizacion fraternal de los pueblos negros de Honduras [Ofraneh] – pochi giorni fa la comunità di Miami è praticamente scomparsa». I 150 abitanti del villaggio sono stati accolti nelle comunità vicine, attorno a Cayo Cochino e alla Baia de Tela. Miami è, anzi era, una delle comunità al centro del progetto di «sviluppo» turistico di Baia de Tela, promosso dalla multinazionale edilizia italiana Astaldi. La baia è a pochi chilometri dalla fascia costiera ricca di mangrovie e paesaggi affascinanti dove si sono accampate le troupe dell’Isola dei famosi. Uno spot lungo mesi per lanciare il «turismo» italiano in Honduras e quindi creare la domanda che Astaldi, con il suo progetto di resort ad alto impatto ambientale, è pronta a soddisfare. Non solo. Già la realizzazione del reality show pesa sulle comunità garifuna: «Le zone dove vivono le troupe e dove si gira lo show sono presidiate dalla polizia e dall’esercito dell’Honduras – racconta Lopez – Non siamo liberi di spostarci sulla nostra terra, perché ci sono zone dove è stato proibito l’ingresso. Inoltre, i movimenti delle barche e le attrezzature televisive spaventano la fauna delle lagune, come le tartarughe marine. E poi – continua – è terribile vedere un tale spreco di denaro in una regione depressa come la nostra».
Lopez ha tenuto oggi una conferenza stampa al senato, assieme a Luca Martinelli, di Mani Tese, che assieme ad altre associazioni promuove la campagna «L’isola e il mattone» [www.lisolaeilmattone.blogspot.com]. I lavori nella Baia de Tela procedono un po’ più lentamente di quanto l’impresa e il governo vorrebbero. Le proteste dei garifuna e l’attenzione che la vicenda sta ottenendo dalla stampa, anche internazionale, hanno rallentato le ruspe. E intanto, la storia del resort «Los micos» sta per diventare un documentario. Le organizzazioni che sostengono la campagna hanno girato un video, «I pirati della baia». Se ne può prenotare una copia su www.produzionidalbasso.com.
Il progetto di resort «Los micos» prevede quattro hotel di lusso, 256 ville, un campo da golf, un centro ippico e un centro commerciale per una superficie totale di 300 ettari. Per costruire il campo da golf verrà interrata una laguna protetta dalla Convenzione internazionale per la protezione delle paludi. Secondo Astaldi è un progetto che porterà lavoro e sviluppo nella zona. «Conosciamo Astaldi da molto tempo – risponde Lopez – e non ci fidiamo di quello che dicono. In altri casi, hanno portato la manodopera da fuori. Alle comunità indigene del posto non rimarrà nulla. Verranno cancellate, come Miami».

I garifuna accusano il governo dell’Honduras di aver chiuso un accordo con la Astaldi senza nemmeno consultare le comunità che vivono nella zona del progetto e che, secondo Lopez, lo avrebbero bocciato. «La tattica del governo è semplice – spiega – prima la terra comune di ogni villaggio viene divisa e privatizzata.
Una volta smembrata la comunità, non rimane altro che convincere a vendere la terra. Così non rimane nulla. Non ci meraviglia che Astaldi abbia concluso un accordo con il governo. Ma vorremmo far notare una cosa: l’Honduras, oltre a essere uno dei paesi più poveri di tutto l’emisfero occidentale, è anche il più corrotto del Centroamerica. Come possiamo fidarci del governo e di chi fa affari con loro?»
«Questo progetto è un’imposizione dello stato honduregno – dice Lopez – nel quale noi non siamo coinvolti e che noi non abbiamo chiesto. Vorremmo piuttosto che i fondi internazionali che arrivano in Honduras dal 1998, quando l’uragano Mitch ha distrutto il paese, fossero spesi meglio e per progetti che rispondono ai bisogni delle comunità e non ai piani affaristici dell’elite».

 La TV fa male… e non agli occhi dei bambini che la guardano, ma alla vita di chi la subisce perché c’è qualcuno che trova interesse per programmi probabilmente poco costruttivi!


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permalink | inviato da guardodentro il 23/12/2007 alle 20:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
18 dicembre 2007
polvere di cielo

Cade...
copre
anonima.
Non esiste il filo d'erba più alto
e quello più corto
alla fine lei appiana tutto.
Leviga,
purifica,
nasconde l'oscuro
ed è il suo candore
in primo piano .
Esplode
con una silenziosissima carezza alla terra.
Gela,
congela,
iberna,
ghiaccia...
non uccide
né il seme
né la tenera erba che sovrasta.
È giusta,
è una signora dalle buone maniere,
rispettosa,
e per quanto delicata...
sconvolgente!
Da contemplare e da giocarci,
da maledire e da dissetarsi.
Da lavarci la faccia,
da farci il pupazzo.
Da dire forte:
quanto sei bella!
Da ripetere ancora
provando a guardarti negli occhi.

29 novembre 2007
Lettera alla mia terra
Qualche sera fa, quando ero ancora orfano del mio collegamento internet, in preda alla voglia di scrivere ho prodotto di qualcosa di interessante più per i contenuti che per la forma...

Chiudo gli occhi
e vedo...

distese di valli e colli
arsi, erosi, poco verdi,
esili torrenti percorrono
l'ipogeoa linea di ognuna di esse
regalando brandelli di vita
e speranza
ai suoi altrettanto fasti lati.

un cielo azzurro mediterraneo,
nuvole simpatiche e pittoresche,
creature che lente si lasciano
alle correnti per disegnare
improbabili traiettorie.

un popolo sparso su d'una terra
abusata soprattutto dalle lingue
e dai cuori.

un diluvio universale
di donne e uomini
che costruiscono un arca di alleanza
tra lavoro e felicità,
dignità e vita.

Apro gli occhi,
ti rinnovo la mia fedeltà,
sei tu la mia terra promessa.

Sono nel tuo ventre.
Ti appartengo


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permalink | inviato da guardodentro il 29/11/2007 alle 23:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
22 ottobre 2007
cammini

Piedi,
per camminare,
andare,
dirigersi.
Un cammino,
non un percorso,
né un circuito
o una tappa.
È una crescita,
più di un viaggio,
è vita.
E ci sono passi pesanti,
scomodi,
doloranti...
ma perché?
È una scelta:
lento per cattiva egoistica scelta
o zoppicante per eccesso di zelo per altri.








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permalink | inviato da guardodentro il 22/10/2007 alle 0:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
18 ottobre 2007
lo spartiacque e la stupenda vista da lissù

Il Giovedì nella mia settimana è lo spartiacque, finisce la salita, si arriva in cima e si apre la vista sul nuovo versante, cioè... il venerdì ho solo due ore di lezione e apre le porte al finesettimana.
Questo Giovedì è stata una giornata pesante, ricca, direi appagante!
Andiamo per ordine cronologico.
Arrivo alla lezione delle 8.30 con solo mezz'ora di ritardo, ma la lezione era iniziata da soli due minuti, stupendo!
Alla lezione successiva avevo la materia in cui stiamo facendo un po' di legislazione sull'acqua, ma l'ingegnera (che se la fisiognomica funzionasse io direi che è una persona gretta, dall'animo... numerico) – dicevo... l'ingegnera – che nel commentare la legge Merli non ha affatto criticato la possibilità gestione da soggetti privati degli acquuedotti ha trovato sulla cattedra dell'aula la legge di iniziativa popolare con il comunicato stampa nazionale relativo alla consegna della legge in parlamento e due righe di conto dell'anonimo attentatore. Interessante riscontrare che tra i colleghi alcuni hanno apprezzato mentre altri sono rimasti indifferenti. Arrivata in aula è stata alcuni minuti a leggerla, in silenzio. A tempo debito un non più anonimo chiederà di spiegarla all'aula!
Pausa pranzo, mensa, casa, chitarra, bici, lezione con i complimenti dell'ingegnere sul nostro lavoro, e poi laboratorio di chimica.
Subito dopo, per rispondere ad un amico che non leggerà mai il mio blog e il mio post sullo sport... in una partita a calcetto da me fortemente voluta mi vedo autore di una discreta prestazione ma soprattutto di un gol spettacolare che se ci ripenso non mi capacito: stop a seguire, controllo e tiro tra la mano del portiere e il palo! Abbiamo perso di una rete di differenza ma ci siamo proprio divertiti! Evvai!
Arriviamo a pochi minuti fa...
Leggo una mail da un'amica di Napoli conosciuta al campolavoro di quest'estate che nell'incontro di 3-4 giorni che faremo a Napoli ci sarà un incontro con sua madre, cioè Giuliana Martirani! Flash! No, non è una foto! È la mia testa! Ma... Giu... lia... na M-a-r-t-i-r-a-n-i... non è quella professoressa che tanti (4) anni fa chiamammo all'Università di Cosenza al convegno della FUCI sulla non-violenza attiva? Andrea, che ancora puzza, corre sotto la doccia e pensa.
Andrea riprende il suo mitico archivio e riceve conferma!
Stupendo. La storia si ripete, gioca, scherza e si prende beffa di noi. Io Giuliana l'ho già conosciuta di persona: è una donna stupenda, dal cuore grande, giovane e intelligente!
Conclusione: panini con soppressata e provola e il sogno di poter portare Dodò a Napoli con me.
Abbà, aiutami tu, un po' di più!


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27 settembre 2007
Solidarietà a Myanmar

Il momento storico che stiamo vivendo sembra epocale, e non è merito di Beppe Grillo, ma di un'intera "classe": i monaci buddhisti e gli oppressi dello stato di Myanmar.

Sta circolando questo SMS: "In support of our incredibly brave friends in Burma: may all people around the world wear a red shirt on Friday, September 28. Please forward!
Traducibile così: "In sostegno dei nostri coraggiosissimi amici di Myanmar: possano tutti nel mondo domani venerdì 28 settembre vestire una maglietta rossa".

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La fatica del Costruire
[…] Ma tra la partenza e il traguardo
nel mezzo c'è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire
e costruire è potere e sapere
rinunciare alla perfezione […]

(Nicolò Fabi - Costruire)


Eppure sono esseri diversi...
[..] è bene tu sappia che con te abbiamo imparato qualcosa che ci riempie di orgoglio: abbiamo imparato ad apprezzare, a rispettare e ad amare un essere diverso. È molto facile accettare e amare chi è uguale a noi, ma con qualcuno che è diverso è molto difficile, e tu ci hai aiutato a farlo. Sei una gabbiana e devi seguire il tuo destino di gabbiana. Devi volare. Quando ci riuscirai, Fortunata, ti assicuro che sarai felice, e allora i tuoi sentimenti verso di noi e i nostri verso di te saranno più intensi e più belli, perché sarà l'affetto tra esseri completamente diversi
Luis Sepùlveda


La gioia di un sogno

[...] Nel Quartiere Alto, alcuni studenti, infiammati d’idealismo, fecero uno sberleffo ai genitori raccolti intorno al televisore con espressione funebre, e si lanciarono pure loro in strada. Dalla periferia industriale arrivarono i lavoratori in colonne ordinate con i pugni sollevati, cantando gli slogan della campagna. Si riunirono tutti nel centro, gridando come un solo uomo che el pueblo unidojamàs serà vencido. Tirarono fuori bianchi fazzoletti e aspettarono. A mezzanotte si venne a sapere che aveva vinto la sinistra. In un batter d’occhi gruppi dispersi s’ingrossarono, si gonfiarono, si estesero e le strade si riempirono di gente euforica che saltava, gridava, si abbracciava e rideva. Accesero torce e lo schiamazzo delle voci e i balli in strada si trasformarono in una giubilante e disciplinata mascherata che cominciò ad avanzare verso i lindi viali della borghesia. [...]

Isabel Allende


On the mind air
SALLY
Mia madre mi disse - Non devi giocare
con gli zingari nel bosco.
Mia madre mi disse - Non devi giocare
con gli zingari nel bosco.

Ma il bosco era scuro l'erba già verde
lì venne Sally con un tamburello
ma il bosco era scuro l'erba già alta
dite a mia madre che non tornerò.

Andai verso il mare senza barche per traversare
spesi cento lire per un pesciolino d'oro.
Andai verso il mare senza barche per traversare
spesi cento lire per un pesciolino cieco.

Gli montai sulla groppa sparii in un baleno
andate a dire a Sally che non tornerò.
Gli montai sulla groppa sparii in un momento
dite a mia madre che non tornerò.

Vicino alla città trovai Pilar del mare
con due gocce d'eroina s'addormentava il cuore.
Vicino alle roulottes trovai Pilar dei meli
bocca sporca di mirtilli un coltello in mezzo ai seni.

Mi svegliai sulla quercia l'assassino era fuggito
dite al pesciolino che non tornerò.
Mi guardai nello stagno l'assassino s'era già lavato
dite a mia madre che non tornerò.

Seduto sotto un ponte si annusava il re dei topi
sulla strada le sue bambole bruciavano copertoni.
Sdraiato sotto il ponte si adorava il re dei topi
sulla strada le sue bambole adescavano i signori.

Mi parlò sulla bocca mi donò un braccialetto
dite alla quercia che non tornerò.
Mi baciò sulla bocca mi propose il suo letto
dite a mia madre che non tornerò.

Mia madre mi disse - Non devi giocare
con gli zingari del bosco.
Ma il bosco era scuro l'erba già verde
lì venne Sally con un tamburello.
 

(di F.De Andrè - M.Bubola)

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